Seminare e curare il prato

Un manto erboso uniforme e ben mantenuto può essere calpestato quotidianamente anche in modo vigoroso. È importante, però, concimare ed annaffiare l’erba ed intervenire, con trattamenti specifici, appena una zona di prato dà segnali di sofferenza.

1. Per preparare adeguatamente il terreno alla semina occorre vangarlo ad una profondità di 15-20 cm, incorporandovi del buon fertilizzante. Questa prima importante operazione si effettua tra luglio ed agosto in modo da avere il terreno pronto per settembre.

2. Dopo alcuni giorni si rompono le zolle con la motozappa (o alternativamente con la zappa manuale); quindi si usa il rullo o il badile di piatto per compattare il terreno, effettuando due passaggi incrociati. Un rullo con riempimento ad acqua è più facile da trasportare sul luogo di lavoro.

3. Con un rastrello a denti lunghi si passa accuratamente la superficie in modo da raccogliere, e quindi asportare, sassi, radici ed erbacce, rimaste da precedenti coltivazioni. Il rastrello lascia sul terreno dei solchi continui, profondi un paio di centimentri, che accoglieranno i semi.

4. Si semina tra marzo e settembre, a seconda del miscuglio di semi utilizzato, in una giornata non ventosa e non umida, mescolando le sementi per prato con un quantitativo doppio (in volume) di sabbia asciutta. È importante effettuare la semina a spaglio, con un ampio gesto del braccio. Per ogni 100 mq è necessario utilizzare 3 Kg di semi.

5. Con il rastrello si passa su tutta la superficie in modo leggero, così da interrare i semi posati sul terreno senza trascinarli, affinché siano coperti da 1-1,5 cm di terra. L’operazione deve essere fatta subito, anche per evitare che gli uccelli mangino i semi esposti.

6. Si passa ancora il rullo per compattare saldamente il terreno attorno ai semi e ridurre l’azione predatrice di insetti e formiche. La compattezza della superficie evita altresì che, con un assorbimento troppo rapido dell’acqua, i semi non riescano a germogliare.

7. Si annaffia il terreno in modo da tenerlo costantemente umido, evitando accuratamente di provocare delle pozzanghere. È preferibile annaffiare con un getto a pioggia che non danneggia le piantine, nelle ore serali o notturne, quando meno forte è il contrasto tra la temperatura dell’acqua e quella esterna.

8. Il primo taglio si effettua quando l’erba è alta 8 cm, per evitare lo svilupparsi delle piante infestanti e per rinforzare i cespi. I tagli successivi (ogni 15 giorni) possono essere più bassi del primo (4-5 cm) per avere un manto erboso sempre uniforme.

9. L’arieggiatura del terreno è una fondamentale operazione di manutenzione che si effettua di primavera quando il terreno è molto compatto e non lascia penetrare aria ed acqua. Si praticano dei fori nel terreno per mezzo di un forcone o con l’apposito attrezzo.

10. Quando delle zolle di prato si diradano, è necessario intervenire con l’applicazione di concime specifico del tipo a lento rilascio che si spande con un apposito carrellino o a spaglio. In alcuni casi è necessario procedere a semine parziali dopo aver asportato le erbe malate.

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